Incaricato Diocesano BCE
Don Danilo Manduchi
Via IV Novembre, 35
47921 RIMINI (RN)
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La diocesi di Rimini (in latino Dioecesis Ariminensis) comprende 28 comuni di cui 20 in provincia di Rimini, 5 in provincia di Forlì-Cesena, 3 in provincia di Pesaro e Urbino. Sede vescovile è la città di Rimini, dove si trova la basilica cattedrale di Santa Colomba. Il territorio diocesano si estende per 781 km² ed è suddiviso in 115 parrocchie. Tradizionalmente si attribuisce la fondazione della diocesi riminese al III secolo e si riconosce come protovescovo Gaudenzio. Primo vescovo storicamente documentato è Stemnio, che partecipò al sinodo romano del 313. Nel 359 si tenne a Rimini l'omonimo concilio, convocato dall'imperatore Costanzo II per riconciliare le posizioni di ariani e niceni.
Nella storia di Rimini, molteplici sono state le testimonianze di arte sacra quali espressione di una consistente presenza artistica di qualità che ha segnato l’identità culturale della città e del suo territorio circostante.
Tra le eccellenze, sicuramente, va ricordato l’attuale centro della spiritualità e della liturgia della città, la Basilica-Cattedrale dedicata a Santa Colomba, ovvero il Tempio Malatestiano commissionato a partire dal 1447 da Sigismondo Pandolfo Malatesta e uno degli edifici simbolo dell’Umanesimo italiano, che al suo interno conserva opere di Giotto (crocifisso preesistente, intorno all’anno 1300), Agostino di Duccio, Piero della Francesca e Giorgio Vasari. L’impianto architettonico appare segnato dalla presenza dell’architetto umanista Leon Battista Alberti, che ha riconfigurato la precedente chiesa francescana conferendole l’attuale facciata (incompiuta) ispirata all’architettura di un tempio classico.
Affiancata alla Basilica-Cattedrale è presente il Museo Diocesano, o Tesoro della Cattedrale, che raccoglie numerosi oggetti liturgici appartenuti alla storia della Cattedrale. Sempre all’interno del centro storico, vanno sicuramente ricordate: la chiesa di Sant’Agostino (originariamente dedicata a San Giovanni Evangelista), con i mirabili affreschi della cosiddetta scuola riminese del Trecento, testimonianza artistica che ha saputo coniugare l’influenza di Giotto (presente in città negli ultimi anni del XIII sec.), con l’ascendente di una più antica cultura adriatico-orientale di matrice bizantina; la chiesa di Santa Maria in Corte (Servi) con i mirabili stucchi di Antonio Trentanove (XVIII sec.); la cinquecentesca chiesa di San Giuliano Martire, che ospita il Polittico di San Giuliano (1409) di Bittino da Faenza e la splendida pala d’altare di Paolo Veronese dedicata a Il martirio di San Giuliano (1558). Tra le testimonianze di primaria importanza nel territorio circostante (Colle di Covignano), vanno menzionati il santuario di Santa Maria delle Grazie (XIV-XVII sec.), con una mirabile tela di Ottaviano Nelli raffigurante L’Annunciazione (1425) e la chiesa abbaziale di Santa Maria Annunziata Nuova di Scolca (San Fortunato), testimonianza della presenza degli Olivetani a Rimini, che ospita la straordinaria pala di Giorgio Vasari (giunto qui per la stesura delle sue celebri Vite) dedicata a L’Adorazione dei Magi (1547).