Incaricato Diocesano BCE
Arch. Sabrina Giorgi
Piazza Duomo, 1
43121 PARMA (PR)
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Piazza Duomo, vera e propria icona simbolo della città, con il complesso della Basilica Cattedrale dell’XII sec. e del Battistero antelamico del XII-XIII sec. rappresenta l’espressione artistica più alta che il periodo medievale ci abbia tramandato.
Fin dall’inizio Piazza Duomo è stata simbolo della viva tradizione religiosa della città, ma anche monumentale testimonianza d’arte, che nel corso dei secoli si è arricchita di inestimabili tesori. Il primo Vescovo di cui si ha notizia è Urbano, probabilmente già vescovo nel 366.
Con lo stabilirsi dei vescovi si ebbe la costruzione della prima Cattedrale paleocristiana. Fin dal principio appare dedicata a Maria e, nonostante gli storici non siano concordi, essa sorgeva in un isolato corrispondente all’attuale piazza Duomo, come provato dalle pavimentazioni musive emerse durante lavori nella piazza e oggi esposti nel Museo diocesano. L'attuale Cattedrale, iniziata dal vescovo Cadalo nel 1058, venne dedicata il 31 ottobre 1106 da papa Pasquale II, in occasione del suo passaggio a Parma. Nella medesima circostanza fu il papa stesso a consacrare vescovo Bernardo degli Uberti, attuale patrono della diocesi.
L’attuale Cattedrale, iniziata dal vescovo Cadalo nel 1058, a seguito del terribile incendio che distrusse la precedente basilica paleocristiana, venne dedicata il 31 ottobre 1106 da papa Pasquale II, in occasione del suo passaggio a Parma. L'edificio è stato costruito secondo uno schema tipico del romanico padano a tre navate concluse da absidi, con transetto sporgente concluso da absidi semicircolari e abside sopraelevato su cripta. L'intervento delle maestranze antelamiche, architetti e scultori, e, dello stesso Benedetto Antelami, avviene a cantiere avanzato, nella seconda metà del XII secolo. Il campanile venne iniziato nel 1284 e terminato entro il 1294, anche se il celebre Angiol d’or fu aggiunto solo in seguito così come il protiro al centro della facciata. All’interno gli affreschi della navata centrale e della controfacciata, raffiguranti scene della vita di Cristo e del Vecchio Testamento, sono stati realizzati tra 1567 e 1573 dal pittore bresciano Lattanzio Gambara, mentre quelli della volta e delle navate laterali sono opera dei pittori parmensi Girolamo e Alessandro Mazzola. Al centro del transetto è la cupola con l'affresco di Correggio raffigurante l'Assunzione della Madonna realizzato dopo il 1530. Le cappelle delle navate laterali e le sagrestie furono realizzate tra XIV e XV secolo. Sottostante il presbiterio si trova la cripta.
Il Battistero di Parma, dedicato a San Giovanni Battista, non ha precedenti architettonici né in Italia né in Francia. L’edificio appartiene infatti ad una personale invenzione di Benedetto Antelami (Val d’Intelvi, 1150 - 1230) ed è realizzato in marmo rosa di Verona. La pianta esterna è ottagonale, allusiva al Battesimo, con un alto basamento, nel quale sono inserite tre porte, e quattro ordini di gallerie architravate con una fascia terminale ad archetti ciechi e copertura a balconata. Lungo tutta la superficie dell'edificio corre uno "zooforo": formelle con animali reali e fantastici, figure umane e le quattro Virtù. I tre portali, nord, sud e ovest sono fortemente strombati e presentano stipiti, architravi e lunette scolpiti con storie e personaggi biblici. L'interno è suddiviso in sedici lati ed è stato realizzato secondo un ben preciso programma iconografico. Gli affreschi della zona inferiore, realizzati da maestranze emiliane tra il XIV e il XV secolo, costituiscono una sorta di antologia della pittura emiliana dell'epoca. Al centro dell'edificio si trova la grande vasca ottagonale in marmo di Verona che veniva riempita per il rito del battesimo per immersione.
Parallelamente agli edifici religiosi prende avvio anche la ricostruzione del Palazzo Vescovile. Il primo nucleo del Palazzo Vescovile di Parma è sorto fra il 1045 e il 1055 per iniziativa del vescovo Cadalo ed è completato nella forma attuale dal vescovo Bernardo II alla fine del XII sec., mentre al vescovo Grazia si deve l’attuale facciata eretta nel 1232-1234. Il palazzo del XII sec. era più simile ad una fortezza, con perimetro murato, circondato dalle acque del Canale Maggiore, con torri angolari. La residenza vescovile fu ampliata, con la costruzione dei corpi est e ovest, e modificata sul modello dei nuovi edifici comunali. Non si hanno notizie di ulteriori modificazioni al palazzo sino alla seconda metà del XV secolo, quando il vescovo riminese Sagramoro de’ Sagramori (1476-1482) intervenne pesantemente sul fronte est tamponando il portico a piano terra per ottenervi delle Sotto l’episcopato del cardinale Giovanni Antonio Sangiorgio (1499-1509) si unifica l’altezza del fronte est dell’edificio, eliminando la merlatura e costruendo in gronda un imponente cornicione rinascimentale in terracotta, mentre nella corte interna si costruisce il doppio loggiato rinascimentale. Nel XVIII secolo, il vescovo Camillo Marazzani (1711-1760) trasforma definitivamente l’edificio in una imponente architettura barocca, modificando il fronte principale e tamponando il loggiato interno. Nel XX secolo si recupera l’assetto medievale dell’edificio.
Il Museo Diocesano “Benedetto Antelami”, occupa parte dell’interrato del palazzo Vescovile ed è caratterizzato da una peculiarità: non vi si trovano, se non eccezionalmente, arredi sacri avendo esso un carattere prevalentemente archeologico. Il Museo nasce con il principale obiettivo di descrivere, dai primi tempi della predicazione cristiana (dalle origini del cristianesimo a Parma) fino al 1200 circa, la vita dell’insula episcopalis, composta da Cattedrale, Battistero e Palazzo Vescovile attraverso i reperti ritrovati in tempi diversi nel sito.