Ufficio Arte sacra e Beni culturali della Diocesi di Cesena-Sarsina
Direttore: prof. Marino Mengozzi
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Il territorio della Diocesi di Cesena-Sarsina – comprendente una fascia che corre dal Monte Fumaiolo (m 1407 s.l.m.) all’Adriatico di Cesenatico (m 2 s.l.m.) e che è in gran parte attraversata dal fiume Savio (km 97) – ha una lunga e ricca storia. Vi spicca Sarsina, con solide radici umbre (dal VI secolo a.C.) e romane (conquistata nel 266 a.C., ricevette subito lo statuto di civitas foederata); fu evangelizzata sul finire del IV secolo ad opera di Vicinio, suo protovescovo, le cui reliquie sono custodite e venerate nella concattedrale romanica (inizio secolo XI).
Nel Museo Archeologico Nazionale di Sarsina spiccano preziose testimonianze epigrafiche e sontuosi monumenti sepolcrali cuspidati. Nobili e pure romane le origini di Cesena, fondata sul percorso della Via Emilia e in strategica posizione pedecollinare, ai bordi del vasto impianto centuriato e collegata con Ravenna e il suo agro da un importante asse viario (Dismano), prosecuzione della via romano-sarsinate che valicando in Appennino collegava Roma con il porto militare di Classe.
La storia cristiana di questa terra, subordinata alla metropolia ravennate, è tracciata da un variegato e complesso impianto plebano, con testimonianze alto e bassomedievali che trovano nella pieve di Monte Sorbo (m 441 s.l.m., Comune di Mercato Saraceno) un autentico gioiello le cui origini risalgono all’età tardoantica e altomedievale, con originale icnografia, ricchissimo lapidario con pregevoli lastre di ciborio longobardo dei secoli VIII-IX e ciborio del 1442.
La signoria malatestiana cesenate (secoli XIV-XV) ha lasciato in dono alla città una Biblioteca che, inaugurata nel 1452, conserva intatti la basilicale facies architettonica, i plutei lignei e 343 manoscritti con pregiate miniature: un monumento dichiarato Mémoire du mond dall’UNESCO nel 2005. Il Cammino di San Vicinio, istituito nel 2010 con l’inconfondibile marchio della catena (un collare ferreo di età romana custodito presso il sepolcro del santo taumaturgo sarsinate e utilizzato in funzione benedizionale ed esorcistica nel suo santuario), percorre pressoché tutta la superficie diocesana e si è affermato quale itinerarium di viaggiatori e pellegrini.