Ufficio Patrimonio Immobiliare – Beni Culturali
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DA ARCIPRETURA NULLIUS DIOECESIS (751) A DIOCESI (1779)
La Chiesa carpigiana è per tradizione fondata dal re longobardo Astolfo nel 751. Ed è menzionata per la prima volta in due bolle pontificie del 1113 e del 1123, nelle quali la pieve di Santa Maria in castello (detta ''la Sagra'') è esentata dalla giurisdizione episcopale del vescovo di Reggio e immediatamente soggetta alla Santa Sede. L'arcipretura nullius fu eretta in diocesi da papa Pio VI il primo dicembre 1779 con la bolla Inter plurimas. Nello stesso anno la Chiesa di Carpi venne elevata a sede vescovile; primo vescovo fu Francesco Benincasa, l'ultimo arciprete.
La diocesi carpense comprende il territorio di diversi comuni limitrofi, fra i quali Novi di Modena, Concordia sulla Secchia, Mirandola e San Possidonio, e alcune parrocchie limitrofe, fra cui Limidi di Soliera, Panzano di Campogalliano e Rolo, in provincia di Reggio Emilia. Originariamente suffraganea di Bologna, nel 1855, in seguito all’istituzione della provincia ecclesiastica modenese, è entrata a far parte di quest’ultima. Dal 7 dicembre 2020 è unita in persona episcopi all'arcidiocesi di Modena-Nonantola.
Il terremoto dell'Emilia del 2012 ha portato enormi danni al patrimonio diocesano: diverse le chiese e gli edifici riaperti, fra cui la cattedrale e il Palazzo vescovile di Carpi (nel 2017), il Museo Diocesano di Carpi, posto nella chiesa di Sant’Ignazio, e il duomo di Mirandola (entrambi nel 2019). Ma la ricostruzione è ancora in corso, e diversi sono i cantieri avviati o in partenza.
La cattedrale di Carpi è dedicata a Santa Maria Assunta. Fu eretta per concessione papale del 1512, e per volontà del principe Alberto Pio, nel cuore della città con precisi e voluti intenti di impatto urbanistico e scenografico, a chiusura del limite settentrionale della grande piazza di Borgogioioso, ora dei Martiri, “forum” su cui si concentrano e si uniscono in continuità di spazi e di funzioni pubbliche e private le forme del potere e della vita associativa della città e del governo evidenziate in soluzioni architettoniche monumentali.
Il progetto del Duomo di Carpi, i cui caratteri architettonici rispecchiano in modo eloquente gli schemi in uso nella nuova architettura classicheggiante romana, è storicamente attribuito al senese Peruzzi. Sua è anche la nuova facciata del risultato del sacrificio della Sagra, oggi oratorio cittadino e testimonianza anche simbolica di continuità materiale e spirituale tra i due sacri edifici. Il lungo cantiere, sospeso nel 1525 per l’allontanamento da Carpi della famiglia Pio, fu ripreso agli inizi del 1600 per volontà del Capitolo dei canonici e per aspettative della cittadinanza, e coordinato dalla Congregazione dei “Signori deputati alla fabbrica”, che istituì anche la processione dell’Assunta, oggi ancora viva, per incrementare la devozione popolare e raccogliere fondi.
Complessa e contrastata fu la soluzione per la costruzione della cupola (datata intorno agli anni 1770), la cui ardita soluzione venne progettata dal carpigiano Carlo Lugli, rivista per validi motivi di sicurezza. La facciata barocca, già formalizzata nel greggio delle murature nel 1627, fu completata solo nel 1836. Al suo interno, oltre ai pregevoli dipinti di autori emiliani, bolognesi e veneti, degni di menzione sono i preziosi paliotti in scagliola, lavorazione a intarsio realizzata con mescolanza di gesso, colle naturali e pigmenti colorati a imitare marmi e pietre dure. Inventata a Carpi da Guido Fassi agli inizi del 1600, l’arte della scagliola ha prodotto principalmente pregevoli opere di arredo sacro presenti in tutte le chiese del territorio.